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Chi me lo fa fare?

file9061267422147Ho sempre fatto fatica a stare zitto e ultimamente la fatica è aumentata.
Mi riferisco al pizzicorino che mi viene davanti ai bocconi adulterati che una certa “cultura” c’infila in gola con una mano mentre ci distrae con l’altra.
Eppure alcuni vorrebbero che li inghiottissimo così, come il gorilla nella foto, spontaneamente e masticando in silenzio.
Cerco di parlarne con chiunque, quando se ne presenta l’occasione.
I temi sono quelli delle discussioni animate, che ci infiammano perché ci impongono di schierarci, ci obbligano a non far finta di niente; quelli che ci fanno salire la pressione solo a sentirli, consapevoli che, da qualche parte, chi decide anche delle nostre vite sta, più o meno nascostamente, prendendo a schiaffi il nostro raziocinio.
Spesso basta poco: un politico, un articolo di giornale, un programma in tv.
Lo ripeto, ho sempre fatto fatica a stare zitto, soprattutto di fronte al degrado umano che miete vittime tra i nostri giovani, tristemente testimoniato dall’inconsistenza dei rapporti personali, dallo scadimento dei costumi e, non ultimo, dall’impoverimento linguistico.
Non sopporto i fracassatori della ragione che, in modo più o meno scoperto, travisano, omettono, usano due pesi e due misure, cercando di darci a bere che protestare non sarebbe politicamente corretto; tentando subdolamente di convincerci che “non vedente” è meglio di “cieco”, anche se non ci vede comunque e la pensione non gliela aumenta nessuno; che “nero” o “di colore” è meglio di “negro”, anche se poi ti sta antipatico lo stesso, ma non ti azzardare a dirlo; che se non sei d’accordo con lo stile di vita omosessuale non hai un’opinione differente: sei omofobo.
Non sono il salvatore della patria, né delle coscienze altrui, ovviamente.
Non presenterò ricerche documentate su questo o su quell’altro argomento: non avrei neanche il tempo di prepararle.
Per gli approfondimenti ci sono già i motori di ricerca, anche se temi di un certo tipo risentono a volte di trattazioni volutamente incomplete e vergognosamente di parte, soprattutto a livello politico-storico-religioso.
Non ho in progetto battaglie contro i mulini a vento.
Mi basta offrire dei semplici spunti, a chi vorrà accoglierli, per capire come spesso ci mettano davanti alle pale roteanti di un mulino spingendoci a credere, con un po’ di fumo negli occhi, che quello è il nemico da abbattere.
Qualcuno penserà: “Che bisogno c’è dell’ennemilionesimo blog?”
Me lo son chiesto anch’io. Forse nessuno.
Ma volete mettere il piacere dato dall’onda di ribellione che ti monta dentro dopo l’ennesima castroneria ascoltata in tv, che però non urli in faccia agli altri come si usa oggi nei migliori programmi, mentre invece la pensi, la organizzi, la scrivi, la rivedi e infine la pubblichi?
Ha l’effetto di un esame di coscienza con confessione a seguire: ha un che di liberatorio.
E ancor di più, cosa non da poco, ho capito che anche uno solo di noi può fare la differenza, se vuole.
Ai navigatori che capiteranno in questo piccolo porto do in anticipo il benvenuto.