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Maria e Charlize: sentimentalismo e propaganda.

MARIA DE FILIPPI E CHARLIZE THERON_RIS0229

Metti Charlize Theron in prima serata il sabato, in apertura di un programma sentimentale fino a stuccare, di quelli che a noi piacciono tanto, alla “Carramba che sorpresa”, tanto per capirci; fallo presentare da Maria (come chi? quella delle due più conosciute a cui non si accendono candele, ma venerata uguale) e ti sei assicurato un televedente su quattro da catechizzare col verbo del tutti-i-diritti-per-tutti; prendendo il discorso per caso, ovviamente.
Nella puntata del 18 gennaio di “C’è posta per te” arriva, bella come il sole, una delle più famose, premiate, pagate e ammirate attrici di Holliwood: la Charlize di cui sopra.
Maria mette subito le mani avanti scusandosi per eventuali domande da “rimbambita”.
Ma poi comincia a farle ed è subito chiaro che non saranno spontanee, che non ci saranno passi falsi.
Vi dice niente il termine “zeitgeist”?
È un’espressione tedesca dell’ottocento (lasciate perdere i film complottisti che girano su You Tube) con cui veniva indicata la cultura dominante.
Maria comincia e si capisce immediatamente dove andrà a parare.
Si capisce anche, e molto chiaramente, quanto chi controlla i media e la cultura in Italia sia infastidito dal fatto che nel nostro paese lo spirito-del-tempo, zeitgeist appunto, trovi ancora delle sacche di resistenza.
“Io so che lei ha adottato un bambino…lei è single e ha avuto la possibilità di adottare un bambino, cosa che qui in Italia non è concessa ai single che ne pensa?”
Charlize soffia per scaricare la tensione, ripetendo “it’s shocking, it’s so shocking!” mentre scuote la testa fissando un punto indefinito davanti a sé, lo sguardo quasi lucido.
L’oscar del 2004 ci sta tutto.
“Non credo che qualcuno imposti la sua vita per diventare una madre single, ma se questo è il tuo percorso nella vita, dove il tuo percorso ti sta portando, vedersi negato qualcosa di straordinario come l’essere madre mi spacca il cuore.”
L’applauso è scontato, ma il motivo che lo scatena mi rimane oscuro.
Trovo piuttosto nebbioso anche il ragionamento, voglio chiamarlo così, appena fatto.
Una donna moderna, intelligente, aperta mentalmente rivendica giustamente il diritto di seguire il proprio percorso ovunque condurrà.
Ma quando si accorge che ciò che ha liberamente scelto l’ha portata a rinunciare liberamente a qualcosa di importante, inizia a desiderare il frutto delle scelte diverse fatte da altri: un bambino non suo.
È ovvio, se giri film di continuo è un poco difficile fare figli, per cui te li vai a prendere, magari di tutti i colori, dove altri hanno avuto il tempo e la voglia di farli: è la nuova moda dei divi di Hollywood.

figli adottati
Non voglio che mi si dia ragione, basta ascoltare attentamente quello che Charlize ha detto a Maria:
“…vedersi negato qualcosa di straordinario come l’essere madre mi spacca il cuore!”
Non dice -vedere un bambino a cui è negata una famiglia o una madre- ma -vedere una madre a cui è negato un bambino-.
Sono in molti a pensarla così: ho diritto ad avere un figlio, non posso “vedermelo negato”.
Come se ci negassero l’assistenza sanitaria, la scuola, la cittadinanza.
Maria passa alla domanda successiva, anche questa improvvisata, spontanea.
“…in quel periodo non era single ma aveva un compagno, il giornalista le dice (si riferisce ad una intervista) perché non si sposa. Lei immediatamente risponde: mi sposerò quando anche i gay potranno sposarsi. È  favorevole quindi a questo matrimonio.”
Lo sapevo! Era qui che si doveva arrivare.
Se ci avessi scommesso gli attributi adesso farei invidia a Rocco Siffredi.
Charlize, seria e decisa, inizia a raccontare di come sia cresciuta vedendo la segregazione in Sudafrica, di come non riesca ad immaginare un beneficio che sia per lei ma non per gli altri.
Altro applauso spontaneo, più lungo, ovviamente.
Maria: “Poi ho letto un’altra cosa: in qualsiasi stanza entri lei non sopporta le cose chiuse, deve aprire gli armadi, non so se è vero.”
Charlize: “Soffro a non sapere cosa c’è dietro le porte e se è organizzato secondo il mio criterio…(quando è a casa di amici) un amico dice: dove è Charlize?, mentre io sono nel suo armadio a rimettere tutto a posto. ”
Non vi fa venire in mente niente?
Avete presente Monk, il detective privato dell’omonima serie televisiva, e le sue manie?
Trattasi di disturbo ossessivo compulsivo: disordine psichiatrico che si manifesta in una gran varietà di forme, ma è principalmente caratterizzato dall’anancasmo, una sintomatologia costituita da pensieri ossessivi associati a compulsioni (azioni particolari o rituali da eseguire) che tentano di neutralizzare l’ossessione.
Non è poi così strano.
Non sto dicendo che sia una psicopatica, ma Charlize è stata spesso lasciata da sola da bambina, spedita in collegio da adolescente e si è trovata ad assistere alla morte del padre alcolizzato, che spesso a casa diventava violento, ucciso con un’arma da fuoco dalla madre per legittima difesa.
A una con una storia così che fa, che ne so, la commessa, anche se sposata, pensate che l’avrebbero dato altrettanto facilmente un bambino?
E chiamarla in prima serata a dire come cambiare la società per renderla migliore?
Visto il caso, è come se chiamassero a dare consigli su come organizzare il catechismo nelle parrocchie uno che da bambino è stato molestato da un prete.
Poi c’è da fare i conti col fatto che questa donna non solo è convinta di ciò che dice, cosa del tutto normale, ma lo è tanto da sentirsi in diritto di mettere ordine nella casa/vita altrui ,nella armadio/vita altrui, , tra le cose altrui, atteggiamento che considero, l’ho già detto, un tantino disturbante.
La storia ci ha insegnato che quando qualcuno si muove con questa convinzione, appoggiato dal consenso popolare e da leggi fatte apposta, magari spinte dai media, prima o poi le cose si mettono male, con conseguenze disastrose per tutti, soprattutto per chi dissente.
Maria, ridacchiando: “Qual è la prima cosa che guarda in un uomo? Non mi dica le mani!”
Charlize, finalmente distesa e luminosa: “L’umorismo. Basta prendersi troppo sul serio!”

E così, dopo averci proposto una donna dall’infanzia massacrata come eroina della lotta all’orfanezza e ambasciatrice dei diritti per la “famiglia”, dopo averle fatto proporre un figlio per tutte (Berlusconi le offrirebbe senz’altro un seggio in parlamento solo per lo slogan, senza contare il resto), dopo averle fatto un assist perché calciasse in porta un modello alternativo di famiglia, candidamente, con una leggerezza naturale solo ad una diva hollywoodiana, ci invita tutti a non prenderci troppo sul serio.

Un capolavoro; ci vorrebbe un oscar anche per la conduttrice.
Maria, sei un genio.