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Quante “bougie”!

Attentato Francia

È una menzogna, una menzogna e un insulto.
Come questo, un figlio, debba subirlo dal proprio padre è per me un mistero. Anzi, no.
Un mistero ha un che di affascinante; ti intriga il cuore, ti rapisce la mente.
Qui, invece, il cuore è ingannato, la ragione è spappolata.

Un bambino parla col padre delle sue paure per gli attentati della scorsa settimana, in Francia, ad opera di terroristi islamici; un giornalista gli fa delle domande.
Guardo il video e ascolto il piccolo ripetere “bougie” (candela, in francese) mentre guarda i lumini a terra tutt’intorno, e non posso fare a meno di pensare alle “bugie” che gli stanno facendo inghiottire.
Penso a quel bimbo la cui innocente, semplice, lucidissima ragione fatica a conciliare la fiducia che ha nel padre con l’assurdità evidente di ciò che questi gli propina, con ciò che la realtà stessa nega.

“Si loro hanno le pistole ma noi abbiamo i fiori…”, e il bimbo: “Ma i fiori non fanno niente, servono per…”
Il mio stomaco si torce.
“Vedi quanti fiori qui…servono per combattere gli assassini.”
“Sono per proteggerci? Anche le candele?”
Il padre annuisce, pronuncia un “sì”.

Ho lo stomaco sottosopra; continua  a torcersi: mi brucia.
Ma di che parla? Che sta dicendo?
Il video rimbalza da una rete televisiva all’altra e la stampa di ogni ordine e grado ci va a nozze.
La Francia ci va a nozze.
La stessa Francia che canta unita la “marsigliese” e si richiama orgogliosa agli ideali di una rivoluzione che sparse fiumi di sangue e staccò teste, anche allora quelle dei francesi, a decine di migliaia (altro che 129), come in una catena di montaggio, per anni.
La stessa Francia che grida vendetta e bombarda Raqqa, facendo così sembrare la stampa esattamente quello che è: il megafono di un dilagante e schizofrenico pacifismo, di un sentimentalismo inconsistente e pericoloso.

Guardo il video di quel bimbo con suo padre, e ringrazio Dio per non aver dato quel padre a me.
Anche il mio, quando ero piccolo, mi parlava del male, di pericoli, di miracoli.
Ma non ha mai accennato a candele che ci proteggono, a fiori che bloccano proiettili.

E lo ringrazio per non avermi mai trattato da stupido.