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La scienza lasciamola agli scienziati!

 

 

Emma Bonino

 

 

 

 

Alfredo Mantovano

 

 

 

 

 

 

Era il 2005, a metà del mese di Maggio (sì, lo so, è passato un po’ di tempo).
La discussione riguardava il referendum sulla legge 40.
Non si raggiunse il quorum e il referendum non ebbe luogo.
Non starò qui a parlare della questione, sulla quale ho ovviamente una mia opinione, chiarissima.
Mi colpì, in quel periodo, una trasmissione, Primo Piano, in onda su rai 3 e condotta da Bianca Berlinguer: in studio gli on. Alfredo Mantovano ed Emma Bonino.
Ad un certo punto della discussione Mantovano disse (cito a memoria ma vi assicuro che il senso era questo) : “Non voglio discutere a partire da un discorso di fede, voglio invece basarmi su dati scientifici”.
La risposta della Bonino mi lasciò a bocca aperta : “LA SCIENZA LASCIAMOLA AGLI SCIENZIATI!”
Oltre a commentarsi da sola, questa frase, in tutta la sua profondità mi stimola un paio di domande (anche altro, ma sto cercando di resistere e finire questa pagina).
Prima domanda: con chi rigetta posizioni che nascono da convinzioni religiose, perché non è credente, e non tiene in alcun conto quelle scaturite dalla ricerca scientifica, partendo da quali basi comuni sarà possibile un confronto serio e onesto per sperare di giungere ad un accordo?
Seconda domanda: se qualcuno fosse intenzionato a cambiare una legge prescindendo persino da ciò che potreste dimostrargli scientificamente (e se lo fa con una, cosa lo trattiene dal farlo con tutte le altre?), che pensereste di lui, che assicurerà un fulgido futuro alla democrazia?
Il giorno dopo, come anche in quelli seguenti, non trovai alcun accenno alla cosa né sui giornali né in televisione, tantomeno nel web.
Anzi, per la verità si sottolineava il tentativo dell’on. Bonino di abbandonare lo studio, infastidita dal modo in cui il suo avversario la incalzava, mentre la Berlinguer lo invitava a evitare questioni non pertinenti (?).
Ora provate ad immaginare la stessa situazione con l’on. Bonino di fronte ad un autorevole rappresentante della gerarchia del clero cattolico, che so, un cardinale che le risponde: “La scienza lasciamola agli scienziati!”
Fatto? Continuate a fare uno sforzo di immaginazione: è il giorno successivo al famigerato accadimento e uscite a comprare il giornale.
Non è la stessa cosa vero?
Le prime pagine titolano: “La fede contro la scienza!”, oppure, “È tornata l’Inquisizione!”, o ancora “La Chiesa come nel medioevo!” (confermando, oltretutto, la solita, incrostata ignoranza riguardo la storia).
E se il cardinale in questione fosse candidato al soglio papale immaginate cosa accadrebbe?
Azzardo una ipotesi: uscirebbe un documento firmato dai più illuminati intellettuali italiani (come chi? i soliti!) tutti schierati contro l’ipotesi di un nuovo papa oscurantista.
Torniamo alla realtà.
Sul sito ufficiale dell’on. Bonino:
http://www.emmabonino.it/press/about_emma_bonino/2352
proprio in fondo alla pagina troviamo:
“Una stoccata Craxi (Stefania) la riserva al cardinale Ruini che ha invitato i cittadini a non andare a votare. “Il cardinale Ruini – ha detto – non ha il diritto di invitare a sabotare un diritto degli italiani, quello di andare a votare.
Ma i cittadini sono sicura che sapranno sviare gli inganni e ci da’ conforto che gli scienziati sono con noi contro una legge ingiusta, inumana, ANTI SCIENTIFICA”.
Mi sfugge una cosa: vogliono lasciare la scienza agli scienziati o osannarla per poter emarginare tutto quello che secondo loro è antiscientifico?
Prescindendo dal fatto che anche far mancare il quorum ad un referendum è un diritto riconosciuto ed esercitabile dagli italiani, ed altrettanto lecito è ricordargli di esercitarlo, sembra che all’epoca l’on. Emma Bonino e le sue compagne di lotta non avessero le idee chiare neanche su cosa fare della scienza.
Gli intellettuali italiani (più o meno quelli di prima), in compenso, le hanno avute chiarissime su di lei: quest’anno, non potendola candidare al soglio petrino, l’hanno candidata a quello…Napolitano.